IL FARMACOSOFO

Ho deciso di non fare più il farmacista.
Da oggi sarò un farmacosofo.

E li vedo i miei amici che ora stanno sorridendo… “cosa si è inventato oggi questo folle?”…

“Ci sono due forme di follia: una che nasce da malattia umana, un’altra che deriva da un divino mutamento delle abitudini consuete”.
Così scriveva Platone nel Fedro.
È per me un sollievo potermi definire folle.

Il neologismo farmacosofo nasce dall’unione di phármakon, termine greco che porta in sé il duplice significato di rimedio e veleno, e sophía, la sapienza — quella che non si limita a conoscere, ma che comprende e discerne.
Sì, da oggi mi definirò farmacosofo: conoscitore di rimedi e veleni

Da farmacista ero obbligato a far parte di un ordine che mi imponeva una forma. Quella forma non mi apparteneva: aspettare che le persone si ammalassero per poi poter loro consigliare il farmaco giusto.
La nostra società, in vari modi, ammala le persone. Cibo e acqua sempre più inquinati, ritmi inumani imposti da bisogni fittizi, sedentarietà, distrazione.
Pochi cercano di curare la società. I più cercano di trattare i sintomi.

Oggi, da farmacosofo, voglio portare il mio contributo per aiutare le persone a star meglio e, di conseguenza, per cercare di migliorare la società.

Da stasera alle ore 20:00 terrò gratuitamente delle pratiche mindfulness.
La mindfulness è un atteggiamento di consapevolezza, presenza, attenzione, non-giudizio e gentilezza che si coltiva attraverso delle pratiche di meditazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto